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Obiettivi Si ricorda che gli obiettivi progettuali della UO erano i seguenti.
Attività svolte
Interazioni con altri progetti e tematiche di ricerca
Le finalità dell’attività di ricerca relative all’Unità Operativa sono essenzialmente di verificare la estendibilità territoriale dei modelli messi a punto nell’ambito del progetto per la stima delle qualità del suolo e di individuare i fattori ambientali che determinano le variazioni nelle qualità del suolo a scala territoriale (clima e pedoclima, morfologia, geologia, uso del suolo). In funzione di questi obiettivi è stato messo a punto un sistema informativo a scala nazionale (“sistemi di terre” , a scala di riferimento 1:500.000) che rappresenta una suddivisione del territorio italiano (escluso per ora l’arco alpino) in paesaggi ovvero in aree riconosciute come omogenee in funzione di caratteri legati essenzialmente a morfologia, litologia e copertura del suolo nei quali sia possibile ricercare gli stessi fattori della pedogenesi che agiscono nelle aree sperimentali indagate con il progetto. La realizzazione dei “Sistemi di terre” è iniziata nell’ambito del precedente progetto “Metodologie pedologiche” che aveva una connotazione essenzialmente di servizio per le regioni e l’ONP (Osservatorio Pedologico Nazionale) ed è continuata con il progetto “Suolo” con finalità di ricerca e di servizio per le altre UO del progetto, continuando però ad avvalersi della collaborazione degli Enti Regionali avviata in passato. L’attività di servizio per l’ONP è comunque continuata come collaborazione al progetto ASI per il quale sono state fornite le banche dati dei “sistemi di terre”e delle “soil regions”. Materiali e metodi per la realizzazione delle elaborazioni geografiche Le banche dati di supporto nella fase di delineazione geografica sono state il Modello Digitale del Terreno (250 m) riclassificato secondo classi che fanno riferimento al secondo livello di SOTER (1993) e con l’aggiunta di una discriminazione in base alle fasce ipsometriche (Fig. 1), il JOG, l’Idrografia in scala 1:25.000, la Carta Geologica d’Italia in scala 1: 500.000, e infine le immagini da satellite Landsat sulla base delle quali sono stati apposti i limiti desunti dall’interpretazione (Fig. 2).
a cura di Mario Finoia |