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dati raccolti dalla U.O. deriva la proposta di usare per quanto
riguarda la sostanza organica come indicatore di qualità del suolo
l’ Indice di arricchimento del Carbonio, che è dato dal rapporto fra
il C presente nello strato superficiale e quello nello stato
sottostante nel nostro caso:

E’ chiaro che avendo evidenziato
che, nella maggior parte dei suoli da noi studiati, il miglioramento
della qualità del suolo si ha con un incremento della sostanza
organica nello strato superficiale, tale valore sarà tanto più basso
quanto maggiore è l’aumento di sostanza organica in tale strato. I
valori da noi evidenziati sono variati da 0,5 a 1,3 , in
particolare: • Coltivazioni intensive gestite in modo tradizionale
valori da 1,3 a 1, • Suolo naturale o che sta tornando alle
condizioni naturali da 0,75 a 0,5 • Prato, rotazione con leguminosa,
coltura arborea legnosa da 0,85 a 0,75
Un altro scopo della nostra ricerca
era quello di individuare dei “Valori critici per la Sostanza
Organica”, intendendo per valore critico quel valore sotto il quale
il suolo perde le sue funzioni quali: mettere a disposizione delle
piante nutrienti, garantire un buon rapporto aria acqua, trattenere
una suffuciente quantità di acqua disponibile, trattenere gli
elementi inquinanti. Nei regimi climatici e nei suoli studiati si
sono individuati i seguenti valori critici per la Sostanza Organica:
• Collina regime climatico mesico, suolo franco-limoso o argilloso:
2,5% • Collina regime climatico Xerico, suolo argilloso: 2% •
Pianura regime climatico umido suolo sabbioso: 1,8 % • Pianura
regime climatico temperato suolo franco : 2,3 %.
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TEMATICA 1
Impatto di differenti destinazioni d’uso
del suolo sulla sua qualità in diversi ambienti climatici e
pedoclimatici; |
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