Istituto Sperimentale per lo Studio e la Difesa del Suolo - Firenze

ISSDS - Firenze

PROGETTO SUOLO

Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura

Conservazione e Valorizzazione della Risorsa Suolo:
 definizione delle qualità del suolo ai fini della gestione agricola e forestale ecocompatibile (SUOLO)

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Scheda progetto: Progetto

Oltre i due terzi dei suoli del territorio nazionale presentano forti problemi di degradazione e molte aree del paese sono soggette ad alto rischio di dissesto idrogeologico dovuto anche alla non corretta o trascurata gestione del territorio. Si impone quindi una adeguata conoscenza della risorsa suolo, in modo particolare dei suoi aspetti funzionali, che ne consenta un uso ed una pianificazione basati sulle caratteristiche e sulla vocazionalità di tale risorsa.
La difesa del territorio si attua a partire da una corretta gestione del suolo; gestione che deve avvenire attraverso una pianificazione che tenga conto in primo luogo delle attitudini dei suoli non solo per le attività agricole ma anche per quelle extragricole. Allo scopo è necessaria la conoscenza del suolo e la disponibilità di banche dati georeferenziate di opportuno dettaglio.
Nonostante l’accresciuta sensibilità verso i problemi di protezione dell’ambiente, maggiore attenzione deve essere ancora rivolta all’impatto delle attività antropiche sul suolo, proprio per prevenire la sua degradazione. Nell’ottica di una agricoltura sostenibile, quindi compatibile con la salvaguardia dell’ambiente, si assiste ancora ad alcune pratiche agricole che meriterebbero di essere evitate o comunque corrette. D’altra parte molte pratiche conservative sono ormai in via di abbandono.
Alla luce dei profondi e attuali cambiamenti dell’agricoltura, indirizzata verso un modello sostenibile, verso la riscoperta e valorizzazione dei prodotti tipici, ecc., in un’ottica non solo di salvaguardia delle risorse ambientali, ma addirittura con l’obiettivo di valorizzarle (“agricoltura che produce paesaggio”), si impone la perfetta conoscenza della risorsa primaria alla base di questa attività: il suolo. Il presente progetto intende dare un contributo in questo senso.

Lo scopo del progetto è quello di fornire strumenti metodologici per la qualificazione del territorio con la messa a punto di protocolli metodologici che definiscano la qualità dei suoli e indichino come l’impatto delle attività agricole e forestali modifica tale qualità.
La formulazione di tali strumenti metodologici si realizzerà attraverso la definizione di una serie di qualità del suolo funzionali non solo al mantenimento, ma anche al miglioramento della qualità dell’ambiente e dei prodotti agricoli. Le qualità funzionali dei suoli verranno quantificate attraverso la messa a punto di indicatori e di indici, che consentano di valutare come l’impatto delle attività agricole modifica le qualità del suolo nel breve e nel lungo termine. Costituiranno, quindi, utili indicazioni per i decisori politico-amministrativi al fine di programmare una pianificazione del territorio realmente sostenibile. La messa a punto di indicatori e della metodologia di raccolta dei dati ambientali necessaria al loro rilievo risulterà particolarmente utile in sede di valutazione delle misure agroambientali in attuazione delle politiche comunitarie a sostegno dell’agricoltura, sia per la risposta alle “common questions”, cioè ai quesiti posti nei documenti UE-STAR, sia per la definizione dei “target levels”, cioè degli obiettivi territoriali ottimali di riferimento che consentono di valutare la valenza ambientale delle misure.
Il programma prevede la messa a punto di un protocollo per una valutazione quantitativa della qualità dei suoli. Per questo sono state individuate una serie di qualità funzionali alla prevenzione della degradazione fisica e biologica dei suoli, alla regolazione del regime idrico, alla capacità di trattenuta-rilascio di nutrienti e inquinanti, alla capacità di accumulo della sostanza organica e alla conservazione della fertilità integrale dei suoli. Tali qualità funzionali vengono quindi definite attraverso uno studio congiunto in cui si affrontano “in toto” le qualità fisiche, chimiche, mineralogiche e biologiche del suolo. Attraverso questo approccio è necessario, prima di tutto, quantificare gli specifici aspetti di degradazione del suolo ed è fondamentale definire quella soglia oltre la quale un processo degradativo diventa irreversibile, accelerando così i processi di dissesto e di desertificazione. A questo proposito un esempio tipico è rappresentato dall’erosione del suolo: non è pensabile praticare un’agricoltura, sia pure sostenibile, capace di annullarla completamente; è importante però, per ogni determinato ambiente pedologico, conoscere il limite entro il quale l’erosione deve essere contenuta.
Le suddette qualità funzionali si possono stimare attraverso la conoscenza di caratteri e qualità osservabili in campagna e misurabili in laboratorio e di cui per alcune la metodologia è ormai ampiamente standardizzata, per altre invece le conoscenze sono ancora approssimative. E’ il caso, ad esempio, del controllo della biodiversità, della capacità di accettazione delle piogge, del rischio di incrostamento, ecc., che si tenterà di approfondire.
Un altro aspetto che il Progetto si propone di considerare è che le conseguenze degli interventi umani possono causare un danno più o meno grave anche in funzione del valore del suolo sul quale vengono attuate. In questo senso è da considerare non solo il valore economico-produttivo del suolo, ma anche quello paesaggistico-culturale. Infatti, è ben noto come la variazione dell’uso di un suolo e la conseguente modificazione delle sue funzionalità può causare una perdita irreversibile del valore culturale del paesaggio, oltre che uno scadimento qualitativo delle sue capacità produttive. Anche in questo caso è necessario conoscere le qualità dei suoli funzionali al mantenimento del paesaggio desiderato.
In collaborazione con gli Enti Regionali sono state individuate delle aree di studio, rappresentative di realtà pedoclimatiche importanti sulle quali realizzare anche dei rilievi a scala di dettaglio, nelle quali i diversi modelli e regole di derivazione vengono controllati per la loro reale affidabilità, anche tramite analisi più sofisticate (analisi di immagine di sezioni sottili, opportune indagini chimiche, mineralogiche e biologiche). Parallelamente saranno implementati dei database geografici che raccolgano le informazioni provenienti dalle aree sperimentali e dai rilevamenti già effettuati nel territorio nazionale. Utilizzando questi data base, saranno provati i diversi modelli e regole di derivazione messe a punto, in modo da averne anche una validazione geografica.
Saranno effettuate anche valutazioni agronomiche dell’impatto delle attività agricole sulle qualità del suolo attraverso l’analisi di come le scelte tecniche operate possono influenzare le qualità funzionali dei suoli e definire complessivamente se la loro adozione comporterà un miglioramento o un peggioramento, nel medio e lungo termine, del livello qualitativo originario.
La realizzazione di un’agricoltura sostenibile passa anche attraverso l’uso di una razionale meccanizzazione: per questo il progetto prevede anche una verifica dell’impatto della meccanizzazione agricola sulle qualità del suolo con particolare riferimento al compattamento da traffico e da organi lavoranti (suola d’aratura), che sta diventando uno dei principali aspetti di degradazione del suolo e che in Italia è purtroppo trascurato.
Il risultato finale di questa attività così integrata e interconnessa sarà quello di fornire, come già detto, strumenti metodologici per la qualificazione del territorio. A questo scopo sarà messa a disposizione degli Enti preposti alla divulgazione agricola una serie di indicazioni in merito alle qualità dei suoli funzionali ad una gestione agricola ecocompatibile.
A questo proposito l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione in Agricoltura (ARSIA) della Regione Toscana collabora a questo Progetto proprio con l’impegno del trasferimento dei risultati, accollandosi l’onere finanziario di tale attività.
I risultati e le indicazioni saranno inoltre diffuse sia tramite le vie tradizionali (pubblicazioni scientifiche, convegni, ecc.), sia innovative attraverso apposito sito Web e si produrranno anche valutazioni di carattere cartografico, sia di dettaglio su aree campione, sia di sintesi a livello nazionale.