CONSIGLIO PER LA RICERCA E LA SPERIMENTAZIONE IN AGRICOLTURA
Istituto  Sperimentale per lo Studio e la Difesa del Suolo
C.R.A.

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Valutazione del ruolo protettivo della vegetazione nei confronti dei movimenti franosi superficiali

Propensione al dissesto

Nell’approccio al problema si è operata una distinzione fra rischio, che considera la vulnerabilità ed il valore dell’elemento esposto all’evento, ed aspetti di propensione al dissesto, attinenti il livello di probabilità del manifestarsi di fenomeni di un certo tipo/portata in un dato territorio. Nel presente lavoro è stata considerata la propensione al dissesto relativamente alle frane superficiali indipendentemente dai fenomeni attuali, riferendosi quindi ad una pura potenzialità di manifestarsi dei fenomeni. Dalla definizione sono escluse le componenti della copertura del suolo ed elementi eventualmente connessi alle attività antropiche sul territorio. I fenomeni franosi superficiali considerati si esplicano principalmente per mobilizzazione di coltri superficiali; si va da porzioni della coltre superficiale che traslano mantenendo la loro integrità, a coltri che si spostano disarticolandosi in blocchi e denudando la superficie di scivolamento. L’aumento della quantità d’acqua porta a fenomeni che evolvono in colata. Le variabili considerate sono litologia, giacitura degli strati, pendenza, esposizione, aggressività climatica e sismicità.

La litologia è una delle variabili più discriminanti per distinguere le aree instabili, soprattutto considerando il litotipo prevalente ed alcune sue caratteristiche quali grado di alterazione, fratturazione etc.. Su questa base è stato possibile individuare 11 classi litologiche cui è stato assegnato un grado di instabilità potenziale (INST_LITO).

Nelle classi litologiche che comprendono le formazioni composte da alternanze di strati, il valore di instabilità è stato modulato in funzione della giacitura determinando la variabile (CLAS_GIAC).

Rapporti tra giacitura degli strati e pendio

Effetto atteso

CLAS_GIAC

Franapoggio con inclinazione degli strati minore del pendio

negativo

1

Giacitura incerta o ignota; non applicabile (rocce non stratificate)

neutro

0

Reggipoggio, traverpoggio, strati suborizzontali o a franapoggio con inclinazione strati maggiore del pendio

positivo

-1

Per elaborare questa variabile sono state dapprima confrontate immersione e inclinazione del piano di stratificazione con l’esposizione della superficie topografica, successivamente si è tenuto conto della pendenza mediante una procedura automatizzata di calcolo.La pendenza del versante (CLAS_PEND) è la variabile morfologica più influente sulla stabilità del pendio; ai fini del nostro modello è stata classificata su sei livelli.

Per quanto riguarda l’esposizione, si è considerato che quelle meridionali determinano una condizione aggravante per effetto dell’azione di disgregazione meccanica delle rocce ad opera dei cicli giornalieri di gelo-disgelo; a tal fine è stata definita la variabile CLAS_ESP.

considerato che quelle meridionali determinano una condizione aggravante per effetto dell’azione di disgregazione meccanica delle rocce ad opera dei cicli giornalieri di gelo-disgelo; a tal fine è stata definita la variabile CLAS_ESP.

Altro fattore influente sull’instabilità dei versanti è l’aggressività climatica; per quantificare tale parametro è stato utilizzato l’indice di Fournier (FFAO) modificato da Arnoldus che risulta ben correlato alle piogge di forte intensità (Pmax[6h,2a]). A partire da tale indice è stata definita la variabile (CLAS_CLIM) suddivisa in tre classi secondo lo schema riportato sotto.

Sulla base dalla classificazione sismica del territorio nazionale è stata determinata la variabile CLAS_SISM prevedendo tre classi: la classe“bassa”, considerata ininfluente per la propensione al dissesto e le classi “media” (in cui prudenzialmente sono state incluse anche le zone non classificate) ed “elevata” ritenute invece aggravanti. La combinazione delle sei variabili conduce alla determinazione della propensione la dissesto relativa alla stazione considerata.

L’incrocio mediante funzioni matematiche complesse tra funzionalità e propensione, permette di configurare quattro indici sintetici: i primi due, con carattere descrittivo, riconsiderano la funzionalità protettiva alla luce della reale situazione di propensione al dissesto in termini di bilancio di stabilità (EQUI_STAB) e di valore di protezione (VAL_STAB); gli altri assumono un’accezione prettamente pianificatoria formulando un livello di vincolo nella gestione forestale a fini produttivi (VINC_STAB) e individuando almeno in via preliminare le aree sulle quali concentrare eventuali interventi miglioratori (PRIOR_STAB).

Link correlato:Funzionalità protettiva della copertura vegetale