CONSIGLIO PER LA RICERCA E LA SPERIMENTAZIONE IN AGRICOLTURA
Istituto  Sperimentale per lo Studio e la Difesa del Suolo
C.R.A.

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Valutazione del ruolo protettivo della vegetazione nei confronti dei movimenti franosi superficiali

FUNZIONALITA' PROTETTIVA DELLA COPERTURA VEGETALE

La vegetazione esercita sulla stabilità dei versanti effetti di natura sia idrologica sia meccanica. I primi sono riconducibili da una parte al processo evapotraspirativo che riduce il contenuto idrico del suolo, dall’altra all’incremento della capacità di infiltrazione che produce l’effetto opposto.
I secondi determinano un incremento piuttosto consistente della coesione interna del sistema suolo/substrato ed un trascurabile aumento dei carichi.
Il processo valutativo considera la sola azione coesiva esercitata degli apparati radicali e parte dalla valutazione di una funzionalità protettiva potenziale relativa ad un ipotetico soprassuolo in condizioni ottimali ed in piena maturità. A tal fine sono state definite, per 94 tipologie vegetazionali rappresentative del territorio nazionale, due variabili descrittive inerenti gli apparati radicali (F&P e S&R&D).

Successivamente questo livello potenziale viene riconsiderato tramite sei variabili esplicative che descrivono le reali condizioni della popolazione sotto il profilo degli aspetti fisionomici e delle eventuali interferenze esterne.

La prima variabile (COP1) descrive il portamento della copertura vegetale dominante correggendo la funzionalità potenziale nel caso di cenosi arboree del tipo “basso fusto”, e di quelleformazioni arbustive che assumono fisionomia di alti o bassi arbusti in relazione a limitazioni stazionali permanenti.

La lacunosità (LAC) tiene conto della porzione di superficie del terreno presumibilmente esplorata dagli apparati radicali della copertura dominante. La copertura secondaria (COP2)  descrive in modo qualitativo la vegetazione presente nelle lacune della copertura dominante prendendo in considerazione l’effetto stabilizzante degli apparati radicali della compagine vegetale accessoria.

 Nella figura accanto sono riportati alcuni esempi schematici di profili verticali del soprassuolo con relativa attribuzione delle variabili COP1, COP2, e LAC. Da notare come per la copertura secondaria si descriva sempre la situazione prevalente.

 


 

La variabile esplicativa DIST_GEST stima gli effetti sia diretti sia indiretti dell’insieme delle attività connesse allo sfruttamento ed alla gestione di un soprassuolo sulla vitalità e consistenza degli apparati radicali.

 

 

Disturbi, non direttamente connessi con le scelte di tipo pianificatorio, possono determinare ulteriori riduzioni della funzionalità potenziale; per ponderare tali effetti è stata definita la variabile DIST_VARI che considera tipologia ed intensità del disturbo.

 

 

L’effetto positivo associato ad eventuali sistemazioni idraulico-forestali viene preso in considerazione da una ulteriore variabile qualitativa complessa (SIST) che valuta la diffusione spaziale e l’efficacia delle opere presenti. La combinazione di queste otto variabili consente di individuare in maniera del tutto euristica un grado di funzionalità stabilizzante effettiva del soprassuolo a carico degli strati superficiali del sistema suolo/substrato.

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