CONSIGLIO PER LA RICERCA E LA SPERIMENTAZIONE IN AGRICOLTURA
Istituto  Sperimentale per lo Studio e la Difesa del Suolo
C.R.A.
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Valutazione del ruolo protettivo della vegetazione nei confronti dei movimenti franosi superficiali:
 applicazione e verifica in campo dei modelli

Valle Antrona

La Val Antrona, laterale destra della valle Ossola nel nord del Piemonte, è caratterizzata da pendenze medio-elevate e dalla prevalenza nel substrato di rocce cristalline coerenti tra cui gneiss e pietre verdi e litotipi scistosi come i calcescisti e i micascisti.Gli usi forestali rappresentano la destinazione prevalente dell’area (36% di circa 16.000 ha), seguiti dalle praterie (26%), soprattutto alpine, e dalle superfici rocciose o comunque prive di vegetazione (23%); le aree coltivate o destinate ad insediamenti antropici ed infrastrutture varie hanno scarsa estensione (15%). Nell’ambito della copertura forestale dominano lariceti, abetine, querceti di rovere, faggete e acero-tiglio-frassineti. La propensione al dissesto è stata valutata sull’intera area di studio a partire dalle variabili litologia, pendenza, esposizione, aggressività climatica e sismicità.
A partire dalla carta geologica le diverse litologie sono state raggruppate in classi cui è stato assegnato il corrispondente valore d’instabilità. Il tematismo vettoriale è stato quindi convertito in un raster con maglia corrispondente a quella del Modello Digitale del Terreno (DTM). In assenza di litologie costituite da alternanze stratificate non è stato applicato il fattore correttivo relativo alla giacitura.A partire dalla carta geologica le diverse litologie sono state raggruppate in classi cui è stato assegnato il corrispondente valore d’instabilità. Il tematismo vettoriale è stato quindi convertito in un raster con maglia corrispondente a quella del Modello Digitale del Terreno (DTM). In assenza di litologie costituite da alternanze stratificate non è stato applicato il fattore correttivo relativo alla giacitura.

Le caratteristiche morfometriche del territorio sono state ricavate direttamente dal DTM; pendenze ed esposizioni sono state calcolate su di un kernel di 3x3 pixel come derivata di 1° ordine delle quote altimetriche. Conformemente alla metodologia le pendenze sono state raggruppate in 6 classi, mentre, per quanto riguarda le esposizioni, sono stati evidenziati i soli versanti esposti prevalentemente a sud.

Per tenere conto del fattore climatico è stato calcolato l’indice di Fournier FFAO, per le due stazioni meteorologiche di Domodossola e Antrona Schieranco, situate all’interno della valle e nelle immediate vicinanze. I valori dell’indice, compresi tra 100 e 150 per l’annata media, sono riferibili alla classe di aggressività climatica intermedia. I comuni della Val Antrona sono inclusi nella 3° categoria (basso rischio) della classificazione sismica nazionale. Utilizzando la corrispondenza definita rispetto a queste categorie la classe di sismicità bassa è stata attribuita all’intera area di studio.La classificazione neurale (vd poster U.O. 4.3.1) ha permesso di attribuire 10032 celle (15,7%) alla classe 1, 15817 (24,8%) alla classe 2, 23930 (37,6%) alla classe 3, 11539 (18,1%) alla classe 4 e 2360 (3,7%) alla classe di propensione massima. Considerando i fattori litologia e pendenza, tra i più determinanti per l’attribuzione, le combinazioni più critiche sono risultate micascisti e gneiss minuti su pendenze elevate (70-140%) depositi morenici e materiali incoerenti grossolani su pendenze medio-alte e alte (35-140%). Al fine di validare i risultati della classificazione è stato effettuato un incrocio tra la localizzazione di 40 frane superficiali relative all’evento alluvionale del 2000 e la stima della propensione. Il confronto è solo parzialmente significativo, in quanto la propensione prescinde dalla copertura vegetale e dall’azione antropica, fattori spesso determinanti per l’innesco di movimenti di massa superficiali.

Si voleva verificare che frane superficiali, conseguenza di un evento meteorico eccezionale con crisi del bacino, si localizzassero in modo preferenziale in aree classificate a media e alta propensione, con esclusione delle zone più stabili.


E’ risultato che nessun caso di dissesto reale è in classe 1 e l’unico caso in classe 2 è legato ad uno specifico intervento antropico relativo ad un taglio stradale recente su di un versante non particolarmente acclive.

La distribuzione dei casi reali riflette in parte la ripartizione dei pixel nell’area, ma con netto spostamento dell’incidenza relativa verso le classi di maggiore propensione (4 e 5) che, pur rappresentando il 22% circa della superficie, ospitano più della metà dei fenomeni franosi considerati.

Classe di propensione N°di casi reali nella classe % di casi reali nella classe % dei pixel nella classe di propensione
1 - Molto bassa 0 0 15,7
2 - Bassa 1 2,5 24,8
3 - Intermedia 18 45 37,6
4 - Alta 17 42,5 18,1
5 - Molto alta 4 10 3,7

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