CONSIGLIO PER LA RICERCA E LA SPERIMENTAZIONE IN AGRICOLTURA
Istituto  Sperimentale per lo Studio e la Difesa del Suolo
C.R.A.
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Valutazione del ruolo protettivo della vegetazione nei confronti dei movimenti franosi superficiali:
 applicazione e verifica in campo dei modelli

Acqualagna

Compresa tra il fiume Metauro ed il Candigliano, l’area di Acqualagna è contraddistinta, nel settore occidentale, da litologie tenere (argillose e marnose) che danno origine a forme collinari particolarmente soggette a movimenti franosi superficiali. Nella parte orientale, invece, dove le quote si innalzano sensibilmente, affiorano le rocce più antiche e resistenti.L’uso del suolo prevalente è rappresentato dalle destinazioni agricole anche se più di un terzo della superficie è coperto da popolamenti forestali costituiti principalmente da cedui di querce decidue (35%) e carpino nero (20%); i rimboschimenti, in massima parte di conifere, e le aree in transizione, costituite da cespugliati e cespugliati arborati, coprono superfici non trascurabili.
Per l’intera area (8200 ha) è stata valutata la propensione al dissesto mentre la procedura relativa alla funzionalità protettiva della copertura vegetale è stata applicata su 4 finestre campione per una superficie complessiva di poco superiore a 400 ha.Per semplicità espositiva la trattazione che segue riguarda la sola finestra 1 evidenziata nell’ immagine sopra. A partire dalla fotointerpretazione e da controlli a terra, il territorio è stato suddiviso in unità di uso del suolo alle quali sono stati attribuiti i valori corrispondenti a ciascuna delle variabili esplicative della funzionalità protettiva. Sulla base di questo data-set il classificatore neurale (vd poster U.O. 4.3.1) ha fornito, per ciascun poligono, il relativo giudizio di funzionalità protettiva.

Dai risultati emerge come circa due terzi della superficie siano coperti da vegetazione con funzionalità “elevata” o “molto elevata”, mentre il restante sia principalmente caratterizzato da soprassuoli a scarsa funzionalità. Per quanto riguarda le tipologie vegetazionali, gli usi forestali si collocano principalmente nelle classi più elevate, tra questi ai querceti viene attribuita un’efficacia nettamente superiore; arbusteti e praterie manifestano invece funzionalità “scarsa”.

Sempre limitatamente alla finestra 1, la propensione al dissesto, stimata dall’apposito classificatore neurale, è risultata in generale piuttosto alta con poco meno del 40% della superficie ricadente nella classe “molto elevata”, a circa un terzo del territorio è stata invece attribuita la classe “intermedia”.
Incrociando i tematismi propensione e funzionalità attraverso relazioni matematiche complesse, sono stati ottenuti quattro indici sintetici con valenza descrittiva e pianificatoria. L’elaborazione è stata eseguita in ambiente GIS, esprimendo i risultati sotto forma di indice numerico attribuito a ciascun pixel e trasferendo al poligono di uso del suolo il loro valore medio delle celle da esso sottese. Per quanto riguarda l’indice di equilibrio (EQUI_STAB), si osserva una certa prevalenza delle superfici in condizioni “tranquilla” ed una distribuzione omogenea nelle altre classi.
Relativamente all’indice VAL_STAB prevalgono le situazioni con elevato valore di protezione alle quali corrisponde, in generale, un massimo grado di vincolo gestionale (VINC_STAB); per ambedue questi indici la classe bassa rappresenta circa il 10% della superficie. Il sistema ha evidenziato pochissime superfici (2%) a massima priorità di intervento (PRIOR_STAB) attribuendo, invece, circa il 70% dell’area alla classe “trascurabile”.
Per esemplificare il senso dell’intera procedura ed il significato pratico degli indici vengono analizzate due unità di territorio estratte dalla finestra 1 (figura accanto). Il poligono 1, su pendenze elevate (70-140%), delimita un popolamento a prevalenza di carpino nero a densità colma, governato a ceduo semplice, in assenza di altri disturbi e di sistemazioni; l’altra parcella è caratterizzata da pendenze intermedie (35-70%) e da una vegetazione a pascolo con copertura erbacea continua e radi cespugli di sparto. Ambedue le situazioni sono contraddistinte da litologie piuttosto instabili ed esposizioni prevalentemente settentrionali. La combinazione dei caratteri stazionali determina una propensione maggiore nel poligono 1, cui corrisponde, però, una maggiore funzionalità in virtù del tipo di copertura. Ciò comporta una situazione di sostanziale equilibrio che viene invece a mancare nel pascolo cespugliato. Funzionalità elevata ed alta propensione determinano per il bosco un valore di protezione elevato, da salvaguardare con l’adozione del massimo grado di vincolo. Nel caso del pascolo, invece, la possibilità di migliorare la funzionalità del soprassuolo con significativi effetti stabilizzanti determina un’elevata priorità di intervento.

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